Abbazia di Santa Maria di Cerrate
L'Abbazia di Santa Maria di Cerrate, gestita con cura e dedizione dal FAI, è un vero e proprio gioiello incastonato nel cuore del Salento, capace di raccontare una storia millenaria che si snoda tra spiritualità bizantina e vita rurale pugliese.
Immersa in un paesaggio di ulivi secolari, l'abbazia sorge come una testimonianza silenziosa e affascinante del tempo che fu. Fondata tra l'XI e il XII secolo, probabilmente per volere di Tancredi d'Altavilla, fu originariamente un monastero di rito greco-ortodosso. Qui, una comunità di monaci italo-greci non solo pregava e copiava antichi testi, ma gestiva anche uliveti e frutteti, bonificando e rendendo produttiva la terra circostante.
L'architettura della chiesa principale, scolpita nella bianca pietra leccese, è un pregevole esempio di Romanico pugliese, ma la sua anima più profonda si rivela negli affreschi del XIII secolo che ne decorano gli interni, vivida traccia del suo passato bizantino. Questi affreschi, restaurati e riportati al loro antico splendore grazie all'intervento del FAI, offrono uno spaccato suggestivo della devozione e dell'arte dell'epoca.
Nel corso dei secoli, il destino del complesso è mutato, trasformandosi da luogo di culto e cultura a una tipica masseria salentina specializzata nella produzione agricola. Il percorso di visita odierno permette di esplorare queste diverse anime: si può passeggiare tra gli ambienti della masseria, dove un tempo ferveva la vita contadina, scendere nel frantoio ipogeo per comprendere l'antica arte della lavorazione dell'olio, e ammirare l'antico pozzo cinquecentesco.
L'abbazia di Cerrate non è solo un monumento storico, ma un luogo vivo, che il FAI ha saputo restituire alla comunità, ospitando eventi, concerti e attività culturali, e ripristinando persino l'antica festa della Madonna di Cerrate. Visitare questo luogo significa fare un viaggio a ritroso nel tempo, in un'atmosfera sospesa tra arte, storia e natura salentina.


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