Ex Conservatorio di Sant'anna
L'ex Conservatorio di Sant'Anna a Lecce non è soltanto un edificio storico, ma un vero e proprio simbolo della cultura e dell'architettura barocca della città, un luogo dove la pietra leccese si fonde con la storia di una nobiltà devota e riservata. Situato in Via Santa Maria del Paradiso, a un passo dall'antica Porta Rudiae, si presenta come un capolavoro di eleganza e sobrietà.
La sua storia ha inizio nel lontano 1679 per volere testamentario di Bernardino Verardi. La sua intenzione era di offrire un rifugio, un "conservatorio", a quelle nobildonne leccesi che desideravano ritirarsi in una vita di preghiera e contemplazione, pur restando laiche e senza obblighi monastici. Un luogo, quindi, di quiete e spiritualità.
L'aspetto attuale dell'edificio si deve principalmente ai lavori di ampliamento e restauro del 1764, sotto la guida sapiente dell'architetto Emanuele Manieri. Il Manieri ha conferito all'ex conservatorio quell'impronta barocca che oggi ammiriamo: il prospetto è caratterizzato da una raffinata linearità, interrotta dall'elegante portale d'ingresso, che si apre dopo una breve ma scenografica scalinata. Sopra il portale, gli stemmi scolpiti delle famiglie Verardi e Paladini, insieme a delicate testine d'angelo, raccontano la storia e la fondazione del luogo. L'edificio si sviluppa attorno a un cortile interno, adiacente alla Chiesa di Sant'Anna, che ne completava le funzioni religiose.
Ma il vero cuore pulsante e la sorpresa dell'ex conservatorio si trovano proprio nel suo cortile: un monumentale esemplare di Ficus magnolioides. Non si tratta di un semplice albero, ma di un gigante plurisecolare, con un'età stimata tra i 400 e i 500 anni, che lo rende il più antico e imponente della città. Con i suoi rami che si estendono per decine di metri e un tronco dalla circonferenza notevole, il ficus domina lo spazio, offrendo un'ombra generosa e fresca, quasi a voler proteggere con la sua presenza silenziosa le mura che l'hanno visto crescere.
Oggi, l'austera quiete di un tempo ha lasciato il posto a una vibrante attività culturale. L'ex conservatorio non è più un luogo di ritiro, ma uno spazio aperto alla cittadinanza e ai visitatori. Le sue sale storiche accolgono regolarmente mostre d'arte, convegni, presentazioni di libri e manifestazioni, trasformando questo gioiello barocco in un dinamico punto d'incontro e di diffusione della cultura leccese.
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